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I costi di una Partita Iva artigiana forfettaria.

Partita Iva, quanto mi costi?!?

Da quando ho aperto p. iva a Febbraio 2022 in diverse occasioni mi è stato chiesto come mi trovo ma soprattutto i costi. 

Di soldi in Italia non si parla, soprattutto le donne non devono parlare di soldi, fa brutto. Noi donne oltre a non fare la cacca non dobbiamo parlare di soldi. Bisogna che sia tutto aumma aumma, circondato da un’aura di mistero. Anche per me, prima di partire partita iva, è stato un casino riuscire ad avere informazioni, e anche dopo aver parlato con una commercialista mi sono trovata poi con spese improvvise condite dal suo “ah, ma come, non te l’avevo detto?!?!?”  No, porcamuccapazza, non me lo avevi detto!

A tutte le creative e hobbiste interessate, ti lascio una sorta di riassunto per grandi linee sulle spese di una partita iva forfettaria artigiana con e-commerce.

Per prima cosa, una “partita iva forfettaria” ha il vantaggio di una fiscalità molto semplificata e un’aliquota di tassazione più bassa rispetto ad una partita iva regolare, però, diversamente dall’ordinaria, non puoi scaricare niente.

Tradotto: 
PRO: paghi meno tasse e paghi meno di commercialista.
CONTRO: non puoi scaricare nessuna spesa, né quelle per i materiali, né quelle per gli strumenti, né le spese di spedizioni, né le trattenute di enti terzi come Etsy, Paypal, etc, né le spese per le fiere a cui partecipi, né eventuali costi di affitto per negozio fisico / laboratorio, né le relative utenze del suddetto negozio/laboratorio, né le spese mediche (medicine o visite), né quelle veterinarie, né eventuali mutui e bonus vari per la casa come “bonus caldaia” etc. N.I.E.N.T.E.

Ho optato per il forfettario per la fiscalità semplificata (hai meno cose da gestire e spendi meno di tasse, dal 25% passi al 15% e per i primi 5 anni al 5% se rientri in determinati parametri) e per il costo ridotto del commercialista. Per il commercialista per una partita iva artigiana ordinaria con e-commerce sei sui 1.200€ l’anno, mentre per forfettario artigiano con e-commerce sei sui 600€ l’anno. 

Se hai un mutuo a tuo nome, importi importanti da scaricare, o se sei in affitto per un negozio/laboratorio in cui lavorare, la partita iva forfettaria diventa uno svantaggio, ma non era il mio caso.

Ricordati: non puoi scaricare NIENTE

Nella partita iva forfettaria artigiana, visto che non puoi scaricare NIENTE, lo stato dice che il tuo lordo corrisponde al 33% . In questo 33% tu dovresti farci rientrare TUTTE le tue spese. Non solo i materiali, ma proprio tutto ciò che in teoria scaricheresti, quindi i sopra citati costi di spedizione, trattenute di Etsy, Paypal, costi di fiere ed eventi, costi pubblicitari, spese mediche, veterinarie, affitto laboratorio/negozio, relative utenze, etc.

Ridiamo insieme, sì?

Esempio molto empirico di come calcolo i miei prezzi:

Considero tutti i materiali: pietre, metallo, collane, chiusure, packaging, etc queste per me queste sono le spese vive. In teoria ci dovrei mettere anche la spedizione. Qualcuno lo fa e poi mette tutto in spedizione gratuita, tanto la spedizione non la puoi scaricare, risulta un guadagnato a tutti gli effetti tanto che ci pago pure le tasse sopra. Per adesso considero la spedizione un costo a parte che tolgo quando considero il mio guadagno. 
← * primo errore al ribasso* 

Mettiamo che il totale sia, per comodità di percentuale, 33€ , ecco, per lo stato io quella collana dovrei venderla minimo a 100€
ATTENZIONE: in questo calcolo molto a spanne ho tenuto conto SOLO delle spese vive, non di tutte le spese fisse sostenute che scalerò dopo. 
ATTENZIONE: sì, lo so, bisogna tenere conto anche del TEMPO, ma calcolare il lavoro artigiano che faccio attraverso un costo orario è un casino perchè in questo costo orario dovrei inserire non solo la creazione materiale, ma anche le ore di ricerca dei materiali, quelle di studio del design, delle fotografie e della pubblicazione su social e sito. In generale un artigiano con una buona esperienza non dovrebbe farsi pagare meno di 30€ l’ora. A questo punto faccio una valutazione a spanne, mi sono servite, di SOLA realizzazione materiale (di cui tengo il conto) circa tre ore e mezza? Erano 4, va bene lo stesso. In verità erano cinque ore di lavoro, allora alzo un po’ il costo, facciamo 120€ 
← * secondo errore al ribasso* 

Diciamo che più o meno sono tre ore e mezzo di lavoro e vendo la mia collana a 100€ + 8€ di spedizione, la spedizione per me è un costo su cui pago tasse e INPS, per fare “pari” dovrei farla pagare 11€ per rientrare delle spese. Quindi già con 8€ di spedizione sono fuori di 3€ . Ma facciamo finta di nienteeeee.
← * terzo errore al ribasso*

Va beh, direte voi, nun rompere u cazz!! Vendi una collana a 108€ compresa la spedizione e ci guadagni comunque 108 – 8 spedizione : 100€ – 33€ spese vive = 67€ !! Checazzo!!

Ti piacerebbe. 

Adesso arrivano le tasse:

Il forfettario ha una tassazione agevolata del 15% , diversamente da una partita iva regolare che va sul 25%. I forfettari possono richiedere una tassazione agevolata ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si rientra in certi requisiti. Ci rientravo e l’ho richiesta, quindi fino al 2026 pago il 5% di tasse.

Perciò dai nostri 67€ togliamo il 5% per un totale di = 63,65€

E ancora ti lamenti?!?!

Aspetta.

Adesso inizia davvero il bello: i costi fissi.

INPS. In realtà l’INPS sarebbe un costo variabile, ma io lo inserisco nei fissi e ti spiego perchè. 

Fino a 18.415€ di imponibile annuo (sarebbe il fatturato al netto del 33% considerato dallo stato come le tue spese) paghi 4.427,04€ di INPS , quindi il 24% (e sì, voglio anche i 4 centesimi, loro, io arrotondo, ma INPS insegna che anche 4 cents contano.)

Il tuo fatturato imponibile è meno di 18.415€? Cazzituoi, loro vogliono sempre 4.427,04€ ! Fatturi di più? Ottimo, sul fatturato eccedente pagherai il 24% di INPS, oltre ai 4.427,04€ di base.

Personalmente NON fatturo 18.415€ l’anno (che vorrebbe dire vendere per 27.500€ l’anno ) quindi considerare il 24% di INPS sulle vendite per me è sbagliato, dovrei considerare molto di più e quanto di più lo saprei effettivamente solo a fine anno tirando le somme, un casino insomma. Per questo preferisco considerarlo una spesa fissa, visto che a tutti gli effetti lo è.

Ah, si può richiedere la riduzione del 35% sui contributi fissi, vale a dire su questi 4.427,04€  annui da pagare anche se non fatturi zero. Con la riduzione devi pagare solo 2.877,58€ in 4 comode rate da 719,40€. Ovviamente si riduce anche l’accumulo pensionistico del 33% quindi ogni 12 mesi in realtà risulta che ne lavori 8. Ma va bè, mica puoi prendere troppo!! 

Quindi ogni mese, i primi 200€ di guadagno (tolto il 33% di presunto lordo e il 5% di tasse ) mi servono per pagare l’INPS. 

I primi 200€ netti guadagnati ogni mese NON ESISTONO.

Vabbè, 200€ che sarà mai?!?

Ma non è finita qua. 

Poi devi tenere conto di altre spese fisse non evitabili come:

  • Commercialista: per un forfettario artigiano con e-commerce sono circa 600€ l’anno.
  • INAIL: da pagare a Febbraio, nel 2024 sono stati 227€ ma tutti gli anni aumenta di circa 30€ 
  • Camera di commercio: sono circa 50€ l’anno (il primo anno sono 150€ )
  • TARI: come artigiano devi dichiarare la tua sede di lavoro e laboratorio, se lavori a da casa viene considerata una superficie di 25mq forfettaria, quest’anno ho pagato 150€ , ogni anno aumenta.
  • SITO: dominio e hosting su un portale serio con una buona sicurezza avendo anche un e-commerce mi costano 250€ all’anno, e ogni anno aumenta. Il sito si può evitare? Sì.
  • Un conto corrente aziendale: circa 100€ l’anno. Si può evitare? In teoria sarebbe obbligatorio per le p.iva artigiane, me tanto ognuno fa quello che vuole. Io ho avuto una commercialista ligia che mi ha obbligata a farlo.
  • Pec e firma digitale: circa 50€ l’anno. Si può evitare? Come sopra, in teoria sarebbe obbligatorio per le p.iva artigiane, me tanto ognuno fa quello che vuole e io ho avuto una commercialista ligia che mi ha obbligata a farlo.

Quindi, sono altri 100€ al mese che devono essere tenuti da parte per spese fisse che non si possono evitare. 

SE decidi di iscrivervi ad associazione di categoria come la Conf Artigianato aggiungi altri 400€ circa all’anno dopo il primo che costa solo 50€. Un consiglio da chi ci è cascata: NON FARLO!!

Poi se hai un negozio/laboratorio avrai affitto, bollette varie, etc. ma non li ho quindi andiamo oltre.

A questo punto, per coprire SOLO le spese che non puoi evitare servono 300€ netti al mese. 

Considerando l’esempio della mia collana da 100€ di cui ottimisticamente mi rimangono 64€, per coprire solo le spese fisse mi serve ogni mese vendere per 469€ . Senza tenere conto delle spese di spedizione, se sono 10 vendite 80€ non le conto, però ci devo comunque pagare le tasse sopra, quindi l devo scalare per creare il mio netto.

E, come ho scritto all’inizio, sono stata MOLTO ottimista.

Ah, nota a margine: una fattura di vendita che supera 77,46€ deve essere accompagnata da un’imposta di bollo di 2€. Se la paghi direttamente tu come artigiano, niente, è un tuo costo e ciao, ma devi tenerne conto come costo appunto. Eh, ma sono solo 2€!! Che sarà mai!!
Dopo 100 fatture, sono 200€, sarà sarà … come insegna l’INPS, pure i 4 centesimi contano!
Se invece la metti in fattura al cliente, cioè la fai pagare a lui, su questi 2€ ci pagherai le tasse e concorreranno ad aumentare il tuo fatturato annuale senza però essere un effettivo guadagno, ma solo un costo.

Ma questo punto si incassa e si guadagnaaaaaa!! 

E no, dolce figlia dell’estate, ti piacerebbe.

A questo punto si parla sì di guadagni, ma che devono coprire tutte le altre spese aziendali come eventuali mercati/fiere (con benzina, albergo, cibo, etc), materiali extra (perchè non è che compro una pietra per volta), corsi (visto che bisogna sempre migliorare per essere competitivi), pubblicità sui social altrimenti non ti si fila nessuno, spese di PayPal, commissioni bancarie, etc.

Coperto tutto questo si incassa, finalmente!
Ed è il momento di bollette di casa, medicine, spesa, mutuo, veterinario, etc. 

Quello che avanza da questo lo potrò utilizzare per i caxxi miei!
Tipo comprare un libro, un videogioco, andare in ferie, o regalarmi la creazione di qualche artigiana che adoro :3  

Nonostante tutto, cancro permettendo, avrei dovuto aprire p.iva molto prima. Un po’ per l’andamento dell’economia mondiale che sta decisamente peggiorando di anno in anno, un po’ per potermi muovere liberamente e molto per poter dedicare il mio tempo a fare questo che è comunque il lavoro che amo. Magari avrei potuto evitare certi errori, ma vista l’aria da loggia massonica che aleggia su queste cose, è solo provando che fai stronzate, ne paghi (soprattutto in termini di soldi) le conseguenze e ci riprovi sperando di aver imparato qualcosa. 

In termini di guadagni e fattibilità mi sono data i primi 5 anni per vedere se sono in grado di gestire il tutto e questo è già il terzo mammasaura!!! Altrimenti, con buona pace, terrò questo mio amore come passione secondaria e cercherò qualcosa di diverso per vivere.

Cosa ne dici? Ti ho fatto venire voglia di lavorare come autonoma?!?

Questa è stata la mia esperienza basata sulle mie scelte, ci sono molte altre possibilità se stai valutando di lavorar e in proprio.
Molto dipende da cosa fai, ad esempio i liberi professionisti non hanno costi fissi di INPS ma in percentuale sul dichiarato (circa il 24%) e hanno costi ridotti di commercialista.
Poi esiste la partita da iva da artista in cui hai delle limitazioni ma INPS in percentuale (circa 25%).
Ci sono anche alternative alla partita iva come cooperative di artisti e artigiani, ad esempio Doc Creativity

E comunque la risposta migliore a tutto la burocrazia è sempre il fuoco purificatore di un esorcismo, e qui ci aiuta

Pendente dedicato al fuoco realizzato intrecciando fili di rame e pietre di corniola.
Mbal’karauke, la danza del fuoco.

ATTENZIONE: non sono una commercialista, i miei non sono consigli fiscali e non hanno validità in tal senso. Le percentuali e gli importi indicati variano di anno in anno.

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